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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Malgrate
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mwhgMalgrate (mwhwMalgraa in mwiadialetto lecchesecite-ref-4[4], pronuncia fonetica IPA: /malˈɡraa/) è un mwjgcomune italiano di mwjw4 148 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwlaprovincia di Lecco in mwlqLombardia. Si affaccia sulla parte terminale del mwlgLario proprio dirimpetto alla città di mwlwLecco.

Località di soggiorno ricercata già nel '700, Malgrate vive fino alla fine del XIX secolo il suo momento di massimo splendore. Nei suoi palazzi si registrò una così alta vivacità intellettuale ed artistica, da valergli l'appellativo di "mwmqmwmgVenezia del Lario".

Contents

Storia
Simboli
Note

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Geografia fisica

«…Ciò che ora sembra fuori dubbio si è che il Paese si distende lungo la riva destra del lago, di rimpetto a

Lecco

, e si appoggia ad una morena glaciale che lo difende dai raggi del sole meridiano; è quindi fresco d'estate e ancor meglio d'inverno. E credo che da molti secoli ei si goda della pittoresca positura, perché la

Valle Magrera

è lo sbocco naturale dell'Alta

Brianza

verso il lago e la

Bergamasca

; il traghetto che poi ancor oggi si esercita attivamente colle barche, ed il porto che preesisteva al ponte Azzone, dovettero costituire una necessità anche per i primi abitatori di queste regioni, facendovi fiorire una colonia di nautae, ossia barcaioli…»

(Don Dionigi Puricelli, La mia parrocchia, 1922)

Origini del nome

Fu molto probabilmente mwoaAntesitum, che vuole dire "spiaggia posta avanti", il nome del primitivo insediamento dell'attuale Malgrate, nome assegnatogli dai militari romani che dalle loro fortificazioni poste nell'abitato di mwoqCastrum Leuci, l'odierna mwogLecco, vedevano questo lembo di terra al di là del lago. I primi abitanti della zona furono quasi sicuramente pescatori e barcaioli. Questi ultimi, secondo una versione tramandata di generazione in generazione, ebbero anche l'onore di traghettare verso mwowLecco mwpaGiulio Cesare ed alcuni suoi combattenti reduci dalla campagna delle mwpqGallie.

È databile ad un evento del 1126 l'attuale nome di Malgrate, quando le acque del mwpwLario furono investite dalla lotta che divideva i milanesi e gli alleati lecchesi, dai comaschi. Malgrate possedeva una posizione strategica: aveva un porto protetto e un piccolo forte, detto San Grato, che la tradizione vuole sorgesse sulla Rocca di San Dionigi, ma che fonti storiche indicano si trovasse nel luogo in cui sorse nel XV secolo, la chiesetta di San Antonio Abate. Controllare il forte di San Grato e il lido di Antesito, voleva dire per i comaschi costituire una spina nel fianco dei lecchesi. Durante una notte in quell'anno, i lecchesi, favoriti dall'imbrunire e aiutati da reparti milanesi, riuscirono a raggiungere inosservati la spiaggia di Antesito, sgominarono i pochi difensori di guardia sui bastioni del forte di San Grato ed entrarono nel ridotto. Sorpresa nel sonno la guarnigione comasca, nonostante la disperata resistenza di alcuni gruppi, fu rapidamente costretta alla resa dopo aver lasciato sul terreno parecchi caduti. Il forte venne in larga parte distrutto e la battaglia ebbe un seguito nuovamente tragico quando alcuni prigionieri comaschi vennero giustiziati dai lecchesi.

La tradizione vuole che in seguito a quel cruento episodio bellico, "Grato" modificasse la denominazione del centro in "Malgrato", divenendo poi l'odierno Malgrate.

Storia

Inserito nella mwrapieve di Lecco già nel mwrqIX secolo, durante la mwrgguerra decennale il paese di Malgrate fu ripetutamente invaso e saccheggiatomwrwmwsacite-ref-06-5-0[5].

Nel mwtg1532, durante le lotte che vide il mwtwMedeghino contrapporsi al mwuaDucato di Milano, Malgrate fu il teatro di una sanguinosa battaglia che vide l'annientamento dell'armata ducale guidata da mwuqAccorsino da Lodi.cite-ref-06-5-1[5]

Nel mwvwXVIII secolo si registra la realizzazione delle prime ville padronali.cite-ref-06-5-2[5]

Simboli

Lo stemma del Comune di Malgrate è stato concesso con decreto del presidente della Repubblica dell'8 dicembre 2007.cite-ref-6[6]

«Di azzurro, al ponte di argento con arco a tutto sesto, uscente dai fianchi, merlato alla ghibellina di cinque, i merli laterali combacianti con i fianchi, il merlo centrale sostenente il

leone

d'argento, uscente, rivoltato, la testa di fronte, linguato e armato, di rosso; l'arcata del ponte e il lembo inferiore racchiudenti il

bandato

ondato di argento e di azzurro. Ornamenti esteriori da Comune.»

Il gonfalone è un drappo partito di bianco e di azzurro.

Monumenti e luoghi di interesse

Architetture religiose

Dedicata a San mwcgLeonardo di Noblac venne rifabbricata a tre campate intorno al 1550. Di un completo restauro si hanno notizie solo nel periodo 1812-1815 ad opera di mwcwGiuseppe Bovaracite-ref-06-5-3[5]. La facciata fu realizzata con la conservazione in luogo del portale tipico della mweaControriforma datato 1607 e contrastante con la chiarezza delle pareti e delle mezzecolonne. Alla parte centrale, coronata dal fregio e dal timpano decorato da mensolette, si accostano due alette a finte bugne d'intonaco. Sempre il Bovara, nel 1817, disegna la cantoria, ancora esistente, per l'organo. All'interno della chiesa, di notevole rilievo il battistero con prezioso mweqciborio intagliatocite-ref-06-5-4[5], risalente agli anni 1660-1670 e la cappella detta "della Cintura”, con volte a botte e rosoni, un importante altare ligneo con statue dorate e dipinti dei mwfgSanti Agostino e Monica, opere ottocentesche del lecchese Giacomo Mattarelli jr. e due quadri di mwfwCherubino Cornienti donati da Giorgio Agudio nel 1856.

Chiesa di San Carlo
L'oratorio di mwgwSan Carlo Borromeo si evidenzia all'estremità sinistra di Palazzo Recalcati. Quattro lesene con capitello in stucco e un marcapiano scandiscono il prospetto sormontato dal frontone con timpano e medaglia centrale. L'elegante portale in pietra introduce in una navata a pianta ottagonale ad angoli smussati, con copertura a cupola. Sulla parete di fondo del vano presbiterale quadrato, una tela seicentesca rappresenta la mwhaVergine con Bambino e san Carlo. Edificato dal senatore Antonio Recalcati e dotato di arredi e beni, fin dal 1694 appartenne alla giurisdizione della parrocchia di San Nicolò di mwhqLecco fino al 1977, quando fu istituita la parrocchia di S. Carlo. La crescita della popolazione, indusse la parrocchia a riutilizzare l'ala sud di palazzo Recalcati per la nuova struttura ecclesiastica. L'aula unica ricavata dalle stalle, su progetto di Bruno Bianchi, conserva le vecchie travi a vista e prende luce dal cortile del palazzo con vetrate realizzate nel 1978 dal pittore mwhgTrento Longaretti.

Chiesa di Sant'Antonio Abate
Eretta nella prima metà del XV secolo per volere della famiglia Maggicite-ref-06-5-5[5], ha assunto poi le forme e le decorazioni mwjgbarocche come descrive il cardinale mwjwGiuseppe Pozzobonelli nella sua mwkavisita pastorale nel 1746 e che ancora oggi possiamo ammirare. La facciata, tripartita da lesene chiude la piazzetta e presenta discreti decori a volute nelle cornici del portale, dalla finestra soprastante, dal fastigio nella cimasa. All'interno un frammento di affresco quattrocentesco, mwkqCrocifissione, coperto dalla pala d'altare, è l'unica testimonianza delle origini quattrocentesche della chiesa. Sulla parete di fondo e sulla volta vi è un'architettura dipinta che crea uno spazio illusionistico in cui si inserisce la pala d'altare raffigurante mwkgLa Vergine col Bambino, sant'Antonio abate e sant'Antonio da Padova, XVIII sec. Sulla volta lmwkw'mwlaIncoronazione della Vergine. Due statuette devozionali in legno dipinto: mwlqSant'Antonio abate e san Luigi Gonzaga. Dal recente restauro l'altare e il porta tabernacolo in pietra serena.

Chiesa di San Grato
Progettata dall'architetto Bruno Bianchi, venne costruita nel 1961 per volontà della comunità del Gaggio. È costituita da uno spazio di accoglienza che introduce all'aula liturgica, da un muro di recinzione per delimitare il cortiletto. Sui lati, nicchie ricavate nello spessore murario, accolgono la mwmqVia Crucis in ferro. Un muro più elevato funge da torre campanaria, in mattone a vista come tutto il costruito. La facciata dell'aula liturgica con tetto a capanna e copertura in ardesia, il portale quadrato, in granito, sormontato da una finestra che riprende il motivo della merlatura di recinzione, introduce nell'unica navata. L'interno si contraddistingue per purezza ed essenzialità. L'altare è un blocco rivestito di mosaico in vetro viola con incastonato, in lettere di ottone, il testo del mwmgPadre Nostro. Con i restauri del 2004 la chiesa di San Grato ha nuovi arredi sacri: il trittico per le celebrazioni, mensa, mwnqambone e sede, in marmo botticino; le porte in bronzo con i rilievi della mwngPentecoste e dellmwnw'mwoaUltima Cena; le tre vetrate che rappresentano mwoqIl popolo in cammino della Chiesa di San Grato, La Chiesa di Milano e La Chiesa di Roma.

Cappella della Crocetta

Ai piedi della salita che porta alla chiesa di san Leonardo si trova una cappella dedicata ad mwpqAccorsino da Lodi, ferito a morte nel mwpg1532 durante un attacco sferrato dalle truppe del mwpwMedeghino ai danni di una guarnigione di mwqaFrancesco II Sforza, capeggiata appunto da Accorsinocite-ref-06-5-6[5].

Architetture civili

Palazzo Agudio
Conosciuto anche come Palazzo Consonnicite-ref-06-5-7[5], nonché sede del Municipio di Malgrate, si affaccia su via Agudio, l'asse principale del vecchio nucleo discendente verso il lago. Dalle belle e sobrie forme classiche, il palazzo appartenne ad un ramo nobile degli Agudio. Probabile rifusione di edifici più antichi avvenuta nel periodo 1816-1820 per opera dell'arch. mwuqGiuseppe Bovara. Sulla facciata del palazzo una lapide ricorda che qui ebbe i natali l'ing. Tommaso Agudio (1827-1893) ed un'altra lapide il soggiorno di mwugGiuseppe Parini. A Tommaso Agudio e al suo concittadino mwuwPietro Vassena, l'associazione culturale il Melabò, in collaborazione con l'assessorato alla Cultura del Comune di Malgrate, ha dedicato, dal 14 al 25 aprile 2012, nella Sala della Quadreria Bovara Reina, una Mostra di pittura e scultura sugli inventori e le invenzioni. Alla loro meritoria opera di inventori - rispettivamente del sistema funicolare e del batiscafo C3 - il Melabò ha allestito per l'inaugurazione della Mostra uno spettacolo dal titolo: mwvaUn dì all'azzurro spazio - Viaggio poetico-musicale fra ascese montane e profondità marine. Palazzo Agudio è stato ristrutturato internamente nel 1985-1987 su progetto dell'arch. Franco Stefanoni, mentre nel 1994 si sono conclusi i lavori di restauro esterno delle facciate. Nel giugno 2000 sono stati completati i lavori di restauro dei soffitti decorati da parte di Giacomo Luzzana. Di particolare rilievo la Sala del Consiglio e la Sala del Sindaco, ricche di opere di vari periodi e provenienze, da oli su tela a fotoincisioni, da gessi a dipinti murali sulle volte.

Villa Armenise
Rientrante tra i beni d'interesse storico monumentale, conosciuta anche come mwwavilla Ciribelli, sul vecchio albergo del porto, la villa è sorta intorno al 1890, fatta edificare dal pittore mwwqRaffaele Armenise come sua residenza, qui ideò i celebri affreschi del mwwgteatro Petruzzelli di Bari. Fu poi ripresa in stile fra manierismo e barocco, fino alla soluzione degli anni sessanta che ha introdotto il loggiato sul fronte. Presenta un giardino all' italiana e numerose statue barocche di recupero.

Altri monumenti

• La filanda Bovara-Reina, attiva a partire dal XIX secolo, durante il Settecento costituiva la residenza della famiglia Bovara, ai quali subentrarono i Reina nel mwxg1792mwxwmwyacite-ref-06-5-8[5]
• Palazzo Recalcatimwzgmwzwcite-ref-06-5-9[5]

Infrastrutture e trasporti

Fra il mw9q1928 e il mw9g1955 la località ospitò una fermata della mw9wTranvia Como-Erba-Lecco, che sorgeva nelle adiacenze del casello ferroviario posto a protezione del passaggio a livello di via Gaggiocite-ref-7[7].

Amministrazione

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 2004 | 2014 | Giovanni Codega | lista civica Malgrate per tutti | sindaco | |
| 2014 | in carica | Flavio Polano | lista civica Malgrate per tutti | sindaco | |

Gemellaggi

• mwaqiLavarone

Società

Evoluzione demografica

• 419 nel mwaqc1751
• 517 nel mwaqk1771
• 456 nel mwaqs1805
• mwaq0annessione a mwaq4Civate nel mwaq81809
• mwareannessione a mwariValmadrera nel mwarm1812
• 752 nel mwaru1853

Abitanti censiticite-ref-8[8]

Galleria d'immagini

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwaxmmwaxqmwaxuBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwaxydemo.istat.it, mwaxcISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwaxsmwaxwmwax0Classificazione sismica (mwax4mwax8XLS), su mwayarischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwayqmwayumwayyTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwaycmwaygPDF), in mwaykciterefmwayoLeggemways mwayw26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mway0Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mway4 151. mway8URL consultato il 25 aprile 2012 mwaza(archiviato dall'mwazeurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-44. mwazuAA. VV., mwazymwazcDizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani., Milano, Garzanti, 1996, p.mwazg 372, mwazkISBNmwazo 88-11-30500-4.
cite-note-06-55. mwabemwabiBorghese,mwabm p. 283.
cite-note-66. mwabcmwabgmwabkMalgrate (Lecco) D.P.R. 08.12.2007 concessione di stemma e gonfalone, su mwabopresidenza.governo.it. mwabsURL consultato il 26 settembre 2021.
cite-note-77. mwab8Francesco Ogliari, mwacaComo nella scienza e nei trasporti, TIBB, Edizione speciale fuori commercio, Milano, novembre 1987.
cite-note-88. Dati tratti da: mwacqmwacumwacymwaccmwacgPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwackmwacoPDF), su mwacsebiblio.istat.it, mwacwISTAT. mwac0mwac4mwac8mwadaPopolazione residente per territorio – serie storica, su mwadeesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.

Bibliografia

• citerefborgheseAnnalisa Borghese, Malgrate, in Il territorio lariano e i suoi comuni, Milano, Editoriale del Drago, 1992, p. 283.
• mwadcdon Dionigi Puricelli, La mia parrocchia, 1929) [1922].
• mwadkAloisio Bonfanti, Malgrate, Ieri. Breve storia di vicende e personaggi, 1972.
• mwadsMalgrate immagini (1979) a cura di Angelo Borghi
• mwad0Lecco, una gita del 1890 (1990), Gianfranco Scotti
• mwad8La Provincia di Lecco, storia e immagini (1993), Luciano Lombardi
• mwaeeDizionario storico illustrato di Lecco e della sua Provincia (1996), Aroldo Benini
• mwaemI ragazzi del Porto. Memorie di una generazione cresciuta al Porto di Malgrate tra le due guerre mondiali (1997) – Angelo Sala
• mwaeuUn capitolo della storia di Malgrate (1997), Antonio Nogara
• mwaecGuida di Lecco (1927, ed. 1998), Rivista di Lecco
• Gianfranco Scotti, mwaekMalgrate, una capitale della cultura, Rotary Club Lecco "Le Grigne", Casa editrice Stefanoni, Lecco 1998.
• mwaesIl lago di Lecco e le Valli (1999), Angelo Borghi
• mwae0Brianza e Lecchese (2004), Natale Perego
• mwae8Sotto il campanile di San Leonardo (1607-2007), quattrocento anni della parrocchia Malgrate (2007) – Angelo Sala
• mwafeLecco (2008), Nino Prete
• Tiziana Rota, mwafmMalgrate, da vivere, da conoscere, da vedere..., Casa Editrice Stefanoni, Lecco 2009.
• Giuseppe Leone, [rec. al vol. di] Tiziana Rota - mwafuMalgrate da vivere, da conoscere, da vedere… su "Pomezia-Notizie", Roma, luglio 2009.
• Tiziana Rota, mwafcMalgrate da vivere, da conoscere, da vedere ... 2ª edizione, Prefazione di Giuseppe Leone, Casa editrice Stefanoni, Lecco, settembre 2021.

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Collegamenti esterni

• mwafwAntesitum - Visioni oblique dall'opposto di Lecco, su antesitum.it.